Il Baiocco d’oro al tenore Enzo Tei. La cerimonia in Comune e il concerto a palazzo Gallenga

Il Baiocco d’oro al tenore Enzo Tei. La cerimonia in Comune e il concerto a palazzo Gallenga

di Stefano Ragni – Per la prima volta nella storia cittadina il Baiocco d’oro, il prestigioso riconoscimento che la città riserva ai suoi figli migliori, è stato consegnato a un cantante lirico.

Ieri pomeriggio, nella Sala Rossa del palazzo comunale il sindaco Andrea Romizi ha consegnato la storica moneta al tenore Enzo Tei, classe 1934, venti anni di successi nel mondo della lirica, un nome che ancora oggi significa prestigio, eleganza e distinzione. Raramente, infatti, nel contesto dei grandi tenori, si sentita una voce dalla timbrica così dolce e suadente, sorretta da uno squillo potente e volitivo. La sobria cerimonia si è svolta in un contesto di affetti accentuati dal fatto che la vicepresidente del Consiglio Comunale, Roberta Ricci, è la nipote del grande cantante: circostanza che ha favorito l’alleggerimento di un contesto celebrativo che si è risolto in un rimando di commozione e di partecipazione a ricordi condivisi da non pochi dei presenti, tutti parenti, amici e vecchi sodali.

Nato nel popolare quartiere di porta s. Angelo, al civico 65 di Corso Garibaldi, la Lungara dei vecchi perugini, Tei era figlio del sarto del Vescovo, un artigiano che teneva bottega sotto le logge della cattedrale. Molti si ricordano di suo fratello, il commendatore Angelo, personaggio di spicco delle cronache cittadine, ma Enzo, che entrò ben presto come modellista alla Spagnoli, iniziò ad amare la lirica sin da bambino, dopo che il padre lo portò ad ascoltare al Morlacchi una diurna de L’amico Fritz di Mascagni. Ripeter a orecchio le melodie ascoltate fu il motivo sufficiente per entrare nei programmi educativi dei padri Salesiani del Borgo d’Oro come giovanissimo, imberbe cantante, attore e teatrante delle non poche iniziative spettacolari di cui i seguaci di don Bosco corredavano la loro funzione educativa.

Non appena si presentò l’occasione papà Tei portò il figlio al Liceo Musicale Morlacchi per iscriverlo nella classe di canto di Aldo Zeetti. Il maestro perugino, al termine di una riuscita carriera di direttore d’opera, aveva aperto sin dal 1947 una cattedra di canto lirico che stavo sfornando talenti di prestigio come Antonietta Stella e Anita Cerquetti. Per sei anni Enzo esercitò l’umile mestiere di studente, mentre era già un riconosciuto protagonista della moda nella prestigiosa ditta di Mario Spagnoli.

Nel 1956 un concerto nell’aula magna dell’Università per Stranieri dove per la prima volta sperimentò il timbro del tenore, fece capire al maestro che era l’ora del lancio.

Cosa che avvenne prima a Bologna, al concorso Enal, e poi a Spoleto, al Lirico Sperimentale. Era il 1958 e il debutto avvenne con una Lucia di Lammeromoor che sarà sempre un titolo del cuore del tenore perugino. Da allora iniziò una carriera che lo vide presente in tutte le piazze europee, da Londra a Dublino, Vienna e Bruxelles con ruoli prestigiosi, dal Nabucco alla Tosca, da Ballo in maschera Rigoletto, alla Bohème, dialogando in più di un’occasione con la grande concittadina Antonietta Stella.

Darsi del “tu” con Pavarotti, allora astro nascente, sentirsi apprezzato da Mario del Monaco, cantare in platee dove sedevano il presidente della repubblica Segni, il luogotenente d’Italia, Umberto secondo, Sofia Loren e Marcello Mastroianni era una circostanza abituale per un cantante di prestigio che aveva preso dimora nell’elegante quartiere di via degli Olivi, ma svolgeva la sua attività in tutte le capitali europee.

Un sogno per un ragazzo del Borgo che coronava una carriera di studi e di sacrifici, che aveva contemplato anche la rinuncia al sicuro e ben remunerato lavoro alla Spagnoli. Al culmine del successo, come in un romanzo dell’orrore, si produsse il trauma di uno stress che causò la perdita irreparabile della voce. Da qui la necessità di rimboccarsi le maniche e di iniziare di nuovo la carriera di sarto alla moda, con bottega a Roma e clientela prestigiosa e altolocata. Il legame con la lirica fu mantenuto grazie a una riuscita funzione di insegnante di canto in accademie romane, e in corsi in Albania e in Corea. Nell’esercizio di queste funzioni didattiche Enzo conobbe colei che divenne la sua terza moglie, il soprano Angela Baeck, attuale custode del suo focolare nella cittadina della sabina dove tuttora risiede.

Un manipolo di amici ha voluto seguire Enzo non solo nel Palazzo Comunale, ma, appena un’ora dopo la cerimonia, nella Università per Stranieri, dove la sezione perugina dell’AGiMus, a cura del suo impagabile presidente Salvatore Silivestro, aveva allestito un concerto di omaggio al grande cantante. Qui, ritornando nella sala che aveva visto i suoi esordi, Tei è stato celebrato da una piattaforma di personaggi che hanno voluto commentare e celebrare l’arco della sua carriera, dalla rappresentate del Rettore Dianella Ganbini dallo stesso Silivestro, a Roberta Ricci, all’assessore Leonardo Varasano che ha esemplificato nella carriera di Tei la tenacia e l’orgoglio di cui si ornavano i perugini del passato.

Il soprano Angela Baeck Tei ha saputo rendere omaggio al consorte cantando una canzone coreana e un’aria di Verdi, per poi duettare col tenore brufano Alessandro Zucchetti nelle arie e nel finale del primo atto di Bohème. Tutte componenti di un appuntamento di coinvolgente umanità che ha convinto Tei a prendere il microfono per mostrare la sua gratitudine alla sua città che, come raramente accade, ha saputo riconoscere in un suo figlio delle qualità professionali ed artistiche diffuse a livello internazionale. Un percorso, quello di Tei, che è partito dall’aula magna di palazzo Gallenga e lì è ritornato, a conferma della centralità della Università per Stranieri nel circuito virtuoso della cultura e delle qualità umane espresse dalla città.

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