Lo sconosciuto mondo del Rating: 2001 odissea nello spazio!

Lo sconosciuto mondo del Rating: 2001 odissea nello spazio!

Conoscere le regole per scongiurare il pericolo di non accesso al credito

di Maurizio Berruti – maurizioberruti@gmail.com

Il termine “rating” per i non addetti ai lavori è sicuramente incomprensibile e può provocare una vera e propria idiosincrasia, cioè profonda avversione a tutto ciò che è nuovo ed ignoto come, appunto, viene evidenziato nel titolo “Lo sconosciuto mondo del Rating”.

E’ d’obbligo, allora, ricordare che l’origine della parola è anglosassone e deriva dalla radice “to rate” che significa: valutare, quotare; la sua prima applicazione nel mercato statunitense risale addirittura al 1890.

In altri termini la parola “rating” sta ad indicare le procedure analitiche (effettuate con l’ausilio di indici di natura economico-finanziaria-patrimoniale) dirette a fornire un “giudizio” dell’azienda, rappresentato dalla sua solvibilità, cioè dalla capacità di far fronte agli impegni finanziari assunti o ancor meglio dalla capacità di rimborsare il prestito ottenuto. Nelle conclusioni viene evidenziato un “vademecum” riassuntivo.

Quindi il rating può essere definito come una valutazione sulla “salute finanziaria” dell’azienda [1] la quale è assimilabile ad un corpo umano: come in questo vi sono legami fra i vari organi, così in quella vi sono strette correlazioni fra le varie funzioni.

Ad esempio un mal di testa potrebbe essere causato da un cattivo funzionamento del fegato e, quindi, prendere un anti-dolorifico non risolverà assolutamente il problema. Per un mal di denti non si va dal “fabbro”, né tantomeno da un “odontecnico”, ma da un “odontoiatra” che è autorizzato e sa dove mettere le mani risolvendo immediatamente il problema, con il minor costo possibile.

Gli accordi di Basilea e l’introduzione del rating nella valutazione del merito creditizio

Gli Accordi di Basilea per la vigilanza bancaria furono stabiliti alla fine del 1974 [2] da un’organizzazione internazionale (Comitato di Basilea: Basel Committee) istituita dai governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati (G10), che opera sotto il patrocinio della Banca dei Regolamenti Internazionali. (Si veda in proposito anche quanto dettagliato sull’argomento nel precedente articolo “  La stangata bancaria . Un vademecum per capire”)

A titolo informativo si allega una figura di sintesi che illustra le varie classi nelle quali si suddivide il rating che valuta la capacità, sia di pagare gli interessi del prestito che del rimborso dello stesso.

 

[1] non solo ma anche degli Stati e delle istituzioni pubbliche che emettono un’obbligazione

[2] A seguito del fallimento della  Bank Herstatt una delle più importanti banche tedesche. Gli attuali membri provengono da Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti e da altri 14 Stati del mondo. Ha sede a Basilea e si riunisce 4 volte all’anno.

Indicatori sui quali si basa il rating

 

A causa di una elevata tecnicità dell’argomento è consigliabile non entrare nello specifico e, quindi, ci si limita ad alcune brevi considerazioni su punti del documento originale in lingua inglese di Basilea 2 (pag.53) che riguardano gli indicatori per il calcolo del rating.

In calce, invece, si ritiene utile fornire un sintetico vademecum (molto più comprensibile).

 

  1. Capacità di creare cash – flow

 

Si deve richiamare la differenza fra utile e cash flow in quanto il secondo può essere superiore e/o inferiore al primo a causa di movimenti di natura non monetaria (ad esempio la quota TFR e gli ammortamenti), oppure per diversità nei tempi di incasso crediti/pagamento fornitori, velocità di rotazione del magazzino, etc.

L’innovazione introdotta consiste nel fatto che la valutazione non può più essere solo storica (cioè quale è stato il livello del cash flow in passato), ma è necessaria una analisi prospettica, cioè futura, che si può individuare solo con il Budget di Cassa.

In proposito si apre una parentesi dolorosa perché la maggior parte delle PMI italiane non sa minimamente di cosa si parli.[1] Al giorno d’oggi la sopravvivenza delle aziende dipende esclusivamente dalla capacità di una corretta gestione dei flussi di cassa e non semplicemente dal fare utile.

 

  1. Struttura patrimoniale

 

Onde evitare il verificarsi della P.D. (probability of default, cioè fallimento); si pensi alla rischiosità di una Srl con un capitale sociale minimo di € 10.000 (peraltro cui sono stati versati solo i 3/10) , i cui margini di manovra risultano pertanto inesistenti.

Sarebbe utile il richiamo alle grandezze che vengono utilizzate per  determinare appunto i  predetti “margini di manovra” e la conseguente “Crescita sostenibile” ma che, sempre per brevità non possono essere trattati in questa sede.

 

 

  1. Analisi del Conto Economico a Valore aggiunto

 

Basilea appunta l’attenzione sulla qualità e non sulla quantità dei ricavi; per conoscere appunto la qualità dei ricavi (ovverosia l’indicatore della validità delle strategie aziendali adottate) si deve utilizzare il format del conto economico riclassificato a valore aggiunto [2], nel quale i valori sono esposti per migliaia di € (sia per facilità di lettura sia perché ai fini degli indicatori non cambia nulla) secondo la figura che segue.

 

E’ necessario però soffermarsi su che cosa è il “valore aggiunto” (V.A.) e perché il Conto economico (C.E.) viene sezionato in 5 aree.

 

Per primo si ricorda che il V.A. rappresenta l’incremento di valore che si ottiene dalla produzione, ossia dalla capacità dell’impresa di creare ricchezza; esso risulta dalla differenza fra i ricavi operativi ed i costi sostenuti per beni/servizi acquistati ed impiegati nel processo produttivo stesso.

 

Per quanto attiene le aree di suddivisione (visibili nella figura), la finalità è quella di separare le diverse gestioni come se si trattasse di 5 aziende indipendenti, così da analizzare l’efficienza di ciascuna area per  conoscere con immediatezza dove dover eventualmente intervenire. Ciò consente anche di sviluppare altre due specifiche analisi e cioè quella della:

 

  1. Gestione Operativa
  2. Valore Aggiunto

 

attraverso le quali si determinano la congruità o meno del V.A. e gli indicatori di efficienza dei dipendenti, degli acquisti di magazzino, etc. Sempre per brevità si tralascia, in questa sede, l’approfondimento su tali analisi molto importanti nella formulazione del rating

  1. Aggiornamento frequente delle analisi

 

Come già evidenziato nel precedente articolo si ricorda il principio fondamentale che recita “si può gestire solo ciò che si può controllare e misurare”.

 

Ma il controllo deve essere operato professionalmente e non più “a spanne”, come si era soliti fare, in quanto i margini si sono così assottigliati che, il più delle volte, si perde con la convinzione invece di guadagnare.

 

Inoltre, questo controllo non deve più essere operato “a posteriori” secondo una prassi ahimè consolidata, ricorrendo ai ripari solo dopo che l’evento si è verificato, bensì “a priori”, con una corretta previsione in modo da evitare il danno con sollecitudine.

 

Allora risulta indispensabile un attento monitoraggio sull’andamento del business, attraverso specifici “Bilanci di verifica infrannuali” la cui cadenza ottimale dovrebbe essere mensile.

 

Questo consentirà anche di attuare il successivo “step” per formulare proiezioni attendibili del proprio business.

 

 

  1. Proiezioni del business

 

Non si deve attendere la fine dell’esercizio per verificare il risultato onde evitare la nota raccomandazione…….Artemona serra bene la stalla altrimenti i bovi escon dalla stalla!” [3] ma i bovi ahime! sono da tempo fuggiti dalla stalla.

 

Perciò si dovranno attuare due distinte attività:

 

  • la prima conosciuta come Budgeting che vuol dire: quali sono gli obiettivi da realizzare

 

Si tratta di una attività preventiva, in quanto il titolare della azienda determina gli obiettivi da raggiungere (fatturato, riduzione costi, ottimizzazione dell’utile, consolidamento patrimoniale, etc.), per poterli poi confrontare (attraverso il reporting.

Esempio: un marinaio per raggiungere un porto con una barca a vela, deve necessariamente tracciare una rotta altrimenti rischia di naufragare nel mare aperto.

 

  • la seconda di Reporting che vuol dire: quali sono gli obiettivi realizzati

 

Si parla allora di una attività successiva attraverso la quale, lo stesso imprenditore, utilizzando i dati consuntivi mensili analizza la gestione dell’anno in corso; così può effettuare il confronto con quanto previsto (budget), rilevando gli eventuali scostamenti (delta). Questo consentirà di mettere in atto con tempestività le necessarie azioni correttive.

Esempio: lo stesso marinaio verifica se sta uscendo fuori rotta oppure no; nella prima ipotesi dovrà correggere la rotta.

 

Attenzione: I due precedenti punti 4 e 5 sono gli strumenti più idonei per affrontare concretamente la crisi

 

Per inciso un brevissimo richiamo al fatto che, sulla scorta dei delta verificatisi in itinere, applicando il principio della “intelligenza artificiale”, da considerare come una vera rivoluzione nell’analisi del processo gestionale aziendale, si riuscirà a prevedere come potrà svolgersi il business fino a fine anno.

Questa azione molto utile, ai fini previsionali, è conosciuta come “rolling budget” ovverosia budget flessibilizzato, per rispondere alla necessità di un costante orientamento al futuro, in quanto si tiene conto delle componenti straordinarie e dell’andamento della gestione mantenendo aperto l’orizzonte temporale.

 

Per concludere il punto cruciale ed innovativo è dato dalla raccomandazione ad applicare la

 

  1. Strategy implementation

 

cioè la volontà e la capacità del management ad attuare e gestire il cambiamento.

E le modalità di cambiamento sono appunto quelle illustrate nei punti di cui sopra

 

 

Lo stato di salute attraverso il rating. Punti di forza e debolezza

 

Con l’inserimento dei dati degli ultimi 3 bilanci, si determina lo stato di salute (rating) della azienda, attraverso un cruscotto aziendale in grado di far comprendere, anche ai non addetti ai lavori, l’evoluzione del business. Si veda in proposito la figura che segue nella quale viene illustrato graficamente il rating

 Per l’azienda analizzata il punteggio deludente, peraltro in costante discesa, si tradurrà  nell’impossibilità di accedere al credito; in altri termini l’imprenditore si vedrà rifiutare la concessione di affidamenti.

Infine Un ulteriore documento molto più comprensibile è quello di tradurre il rating in punti di “forza-neutralità – debolezza”, dove la posizione di neutralità è più vicina al concetto di debolezza.

Prima di terminare sarà opportuno richiamare l’attenzione sulle numerose lamentele mosse, dai richiedenti i finanziamenti, sui ritardi nelle risposte da parte delle banche, nonostante esiste una garanzia al 100% da parte dello Stato sui prestiti fino ad € 25.000; in particolare il Fondo di garanzia non interviene direttamente nel rapporto tra banca e cliente.

Per capire il motivo di tali ritardi è doveroso un brevissimo richiamo al punto “Tecniche di attenuazione del rischio” già trattato nella precedente intervista al titolo “La stangata”; in particolare sulla differenza fra:

 

  • Financial collateral (garanzie reali) [4], grazie alle quali la banca è in grado di rivalersi immediatamente della perdita subita, nell’ipotesi di mancata restituzione del prestito concesso, incamerando “sic et simpliciter” la garanzia;

 

  • Physical collateral (garanzie personali o altre) la cui caratteristica è quella di sostituire il rischio (probability of default) del soggetto garantito con quello del garante. Emerge chiaramente che non esiste un fondo depositato da aggredire immediatemente; la banca deve iniziare la procedura di recupero avvalendosi sul patrimonio del garante. Tutti possono facilmente immaginare i tempi biblici di realizzo.

 

Infine si deve altresì aggiungere che, in ogni caso, rimane invariato il vincolo di Basilea 3 e cioè la valutazione della capacità di rimborso attraverso il rating.

 

VADEMECUM

[1] Potrà essere argomento di uno specifico articolo

[2] previsto dalla CE-BI (centrale dei bilanci) universalmente adottato dal sistema bancario

[3] E ci fu, à tempi del Re Pipino, un certo villanzone chiamato Libano – recita il testo – il quale aveva la smania di tenere il più bel par di buoi che si potessero vedere in tutti que’ contorni, e li soggiornava, e li puliva, e li lisciava, come se fossero stati figliuoli.

Per gli anglofoni l’affermazione diventa  “close the stable door when the horse has bolted

[4] Oro, depositi presso la banca concedente, Azioni quotate etc

 

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