Paracadutisti perugini. Uno sport sull’orma della tradizione

Paracadutisti perugini. Uno sport sull’orma della tradizione

di Marco Nicoletti – Si sono incontrati a Perugia, nella splendida cornice del Barton Park, tra le suggestioni delle nebbie mattutine, i rappresentanti a sezione perugina dell’Associazione Nazionale Paracadutisti D’Italia – ANPDI – per il consueto scambi di auguri di fine anno; un’occasione sempre contrassegnata da un’ampia, partecipata conviviale, ma quest’anno resa più sobria a causa delle emergenze epidemiche. Non ampio, ma rappresentativo, il parterre degli intervenuti, tra i quali si annoveravano imprenditori, magistrati, giornalisti, sportivi veri e propri, tutti legati, per passione e storia personale, alle vicende della storica Associazione. Presente, naturalmente, anche il presidente Livio Soli, che ha ricostruito, in sintesi, la ragione di essere e le aspirazioni dell’istituzione.

Decano dei paracadutisti perugini e presidente dell’Associazione, ci racconti quello che è stato e quello che si prefigge questa prestigiosa rappresentatività nazionale?

L’Associazione, di cui faccio parte con orgoglio, ha 137 sezioni in tutta Italia e nasce nel 1936 in Libia con i fanti italiani diretti da un istruttore: poi dalla Libia ci si portò a Viterbo, ove nacque la prima sede italiana, dove si iniziò la formazione di decine di ragazzi in questa specialità e i primi ad appartenere a questa nuova Arma furono gli Arditi della prima Guerra Mondiale e successivamente gran parte degli ufficiali della Cavalleria. Senz’altro il mito fondativo principale dell’Associazione risale alla celebre battaglia del deserto di El Alamein, tragico episodio della nostra epopea militare, ove i cosidetti “leoni della Folgore” – così furono definiti dagli Inglesi al momenti della resa delle armi –che partirono in 4.200, furono sconfitti dopo eroicissimo combattimento e rientrarono in Italia che erano poco più di 300. A Perugia vive ancora un vecchio paracadutista di 99 anni – Tommaso Giappesi – che fece parte della gloriosa Divisione “Folgore”; uno dei pochi fortunati!

Quando avviene il passaggio da corpo militare ad associazione sportiva civile?

Personalmente feci un corso da civile qui a Perugia – avevo diciotto anni – poi sono entrato nella Folgore, nella Squadra Sportiva. Congedatomi nel 1964, ho iniziato la mia attività di istruttore a livello regionale e nazionale. Ricordo, tra i numerosissimi allievi, molti ragazzi provenienti dall’estero, che frequentavano la nostra Università per Stranieri. In quel periodo si poté usufruire, per l’istruzione, della grande, bellissima palestra di Ferro di Cavallo offertaci dai Nicoletti, che ci permise di istituire corsi qualificatissimi, con ottimi istruttori, che permisero di qualificare l’Associazione locale a livello nazionale.

Qual è la situazione attuale dell’Associazione?

Il fatto che attualmente il servizio militare sia esclusivamente su base volontaria ha penalizzato assai la nostra Associazione e, a livello locale e nazionale, si sente un po’ la mancanza del numero di aderenti. I ragazzi della Folgore sono comunque presenti in tutto il mondo, riconosciuti come il miglior corpo di paracadutisti oggi esistente. Tale presenza richiama molti ad avvicinarsi a tale sport nelle associazioni civili. La nostra sezione perugina procede bene e vanta numerosi iscritti. Al momento abbiamo dato uno stop ai corsi, per i motivi pandemici. Ci auguriamo di poter uscire quanto prima dall’empasse e tornare pienamente attivi.

Per informazioni su attività e corsi:

Livio Soli

Presidente ANPDI Perugia

Tel. 3484406368

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