Salvate l’Università per Stranieri

Salvate l’Università per Stranieri

di Francesco Castellini – L’Università per Stranieri di Perugia, fondata nel 1921, istituzione antica e prestigiosa, è finita al centro di un tourbillon mediatico che di certo avrà inevitabili ricadute negative sull’immagine stessa della città.
L’indagine aperta sulle presunte irregolarità emerse nella prova di certificazione della lingua italiana svolta dal calciatore Luis Alberto Suarez Diaz, ha messo letteralmente alla berlina l’ateneo famoso nel mondo. Su quell’esame si è focalizzata la lente degli investigatori della Guardia di finanza, già impegnati in accertamenti su un altro fronte.
Intercettazioni telefoniche hanno portato i militari sulle tracce del centravanti e sulla sua prova d’esame. Prova concordata, secondo l’accusa, con risposte predefinite e una votazione decisa già a tavolino. Da qui la Procura della Repubblica di Perugia ipotizza a carico della rettrice Giuliana Grego Bolli, del direttore generale Stefano Olivieri, dei professori Stefania Spina e Lorenzo Rocca, e dell’impiegata Cinzia Camagna, i seguenti reati: concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, oltre che per rivelazione di segreti d’ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Per il comandante provinciale delle Fiamme gialle, Selvaggio Sarri, a spingere i vertici dell’ateneo sarebbe stato l’intento di rilanciare l’università grazie a testimonial di chiara fama mondiale.
Sta di fatto che tale “richiamo” si sta rivelando un colpo fatale che potrebbe mettere a rischio il futuro stesso dell’ateneo.
La notizia rilanciata da tutti i media, ha ottenuto fin da subito un’eco internazionale. Un clamore talmente esagerato da indurre il procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, a fermare a tempo indeterminato le attività legate alla vicenda Suarez, motivando tale scelta con il fatto che si sarebbero verificate ripetute violazioni del segreto istruttorio.
Ma al di là di come e quando procederà l’inchiesta, danni irreversibili sono stati già provocati all’istituzione nata in epoca fascista, prosperata nel regno d’Italia e divenuta icona nella Repubblica, fino ad essere l’unica oggi a fregiarsi del riconoscimento di membro effettivo dell’Alte, l’Associazione europea degli esaminatori linguistici.
Un secolo segnato da riconoscimenti autorevoli, anche per il contributo dei padri storici che l’hanno resa grande nel mondo, a partire da nomi come il fondatore Astorre Lupattelli, e poi Aldo Capitini, Salvatore Valitutti, Giorgio Spitella, tanto per citarne alcuni. All’Università per Stranieri di Perugia si sono formate celebrità nel campo delle arti, delle scienze e della politica. Dal regista e produttore cinematografico statunitense Arthur Penn a Helmut Berger, attore ed ex modello austriaco. Ma non solo. Anche Füsun Demirel, attrice turca apparsa in oltre sessanta film dal 1982, è stata una studentessa presso l’Università per Stranieri.
O Shirlee Emmons, un classico soprano americano, insegnante di canto e autore di pedagogia vocale scomparsa nel 2010. Forte anche la tradizione di studenti poi diventati statisti, in particolare nel mondo anglossasone: dal britannico e conservatore Iain Duncan Smith fino alla liberale canadese (di origini italiane) Anna Mancuso, per non parlare dei tanti manager e diplomatici che si sono portati Perugia nel cuore. Eppure, al di là del caso Suarez, l’ateneo da tempo è precipitato in una crisi nera. Da un decennio almeno la Stranieri vive una emorragia di iscrizioni, ormai ridotte ai minimi storici, appena 494 al 31 dicembre scorso, per un totale di 1.080 studenti, il 10,8% in meno rispetto all’anno precedente. Va a proposito ricordato che nel 2008 il nome di questo luogo è stato legato a quello dell’omicidio di Meredith Kercher, studentessa britannica assassinata in casa, per cui fu indagata, arrestata e poi prosciolta, l’amica Amanda Knox, anche lei studentessa all’Università per Stranieri della città umbra. A questo caso si sono poi sommate le ormai annose e ricorrenti inchieste della magistratura che non hanno fatto altro che gettare ancora pesanti ombre sull’operato della governance universitaria. Che si difende così: “L’attuale amministrazione ha sempre parlato di irregolarità commesse dalla gestione precedente”.
“Nel marzo 2019 – rivela – era stato scoperto che le entrate per tasse d’iscrizione erano inferiori al 2017, benché il numero degli studenti dei corsi Marco Polo Turandot fosse uguale. A quel punto era partita un’indagine interna che aveva fatto emergere una situazione contabile grave e pesantemente confusa”. “In più era venuto fuori che nel 2015 erano state firmate dall’Ateneo due convenzioni con un’Agenzia cinese, delle quali la precedente governance non si era neppure accorta, che garantivano sconti eccezionali (fra il 37 e il 39%). I tre milioni di buco sarebbero quelli che l’agenzia cinese avrebbe dovuto versare per le quote d’iscrizione degli studenti. Nell’impossibilità di recuperare i crediti, l’ateneo li ha svalutati al 100% nell’attuale bilancio e intanto ha informato della vicenda, con un esposto, la Procura della Repubblica e quella della Corte dei conti”.
A chi aveva fatto notare alla Greco Bolli che lei all’epoca era prorettrice, e poteva quindi segnalare la situazione irregolare, lei risponde così: «Da noi il prorettore non partecipa neppure agli organismi e ha un ruolo di sostituto. Non sono mai stata messa al corrente della gestione amministrativa e non ho mai chiesto nulla».
Comunque sia il caso Suarez rischia di rivelarsi un colpo mortale per l’accademia perugina. Ne è consapevole la Cgil Umbria, che in una nota firmata da Vincenzo Sgalla e Domenico Maida, segretari generali di Cgil e Flc Umbria, scrivono: “Sarà la magistratura, naturalmente a ricostruire fatti ed eventuali reati, ma in ogni caso l’Università per Stranieri di Perugia, uno dei simboli dell’apertura internazionale della città, “ambasciatrice” della lingua e della cultura italiana nel mondo, rischia seriamente di cedere sotto questo ennesimo colpo. Sarebbe opportuno, per questo, attendersi dai vertici dell’ateneo un gesto di grande chiarezza, per il bene e nell’interesse dell’istituzione, di chi ci lavora e della città tutta”.
“Di fronte al silenzio imbarazzante delle istituzioni locali, Comune e Regione in primis – concludono Sgalla e Maida – la Cgil, nell’interesse prima di tutto delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Università per Stranieri, chiede con forza segnali di discontinuità e rinnovamento. Ne va del futuro di una istituzione fondamentale per l’Umbria”.
Una voce fuori dal coro è quella della senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena, che afferma: “La città di Perugia e la prestigiosa Università per stranieri non meritano i titoli che ho letto”. “Spiace – continua la parlamentare umbra – che, in virtù del caso mediatico, circolino pezzi di intercettazioni inevitabilmente pubblicati su tutte le testate nazionali”. “L’Ateneo ha affrontato con determinazione l’assenza di studenti dovuti al Covid-19, ha messo in campo progetti e iniziative. La città ha una economia che si sorregge anche grazie alle presenze legate al turismo indotto da chi frequenta la Università per stranieri. Una bufera mediatica non la meritavamo”. “Il nostro augurio – conclude Fiammetta Modena – è che la prossima volta si parli dell’ateneo per le sue note eccellenze e che Perugia o l’Umbria trovino spazi sui media nazionali per la bellezza e la capacità di fare”.

wp_11302647

Un pensiero su “Salvate l’Università per Stranieri

  1. I liked up to you will receive carried out proper here. The cartoon is attractive, your authored subject matter stylish. however, you command get bought an shakiness over that you wish be handing over the following. sick definitely come more beforehand again as exactly the same just about a lot ceaselessly inside of case you defend this increase.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *