Mattarella, confronto improprio fra serietà e libertà

Mattarella, confronto improprio fra serietà e libertà

Anche noi italiani amiamo la libertà ma abbiamo a cuore anche la serietà”. Parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Sassari, al termine della cerimonia di commemorazione per i dieci anni della morte di Francesco Cossiga, riferite da alcuni partecipanti alla manifestazione, che avevano ricordato al Capo dello Stato quanto affermato nei giorni scorsi dal premier britannico Boris Johnson, secondo il quale nel suo Paese ci sarebbero stati “più contagi che in Italia perché amiamo la libertà“.
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La recente esternazione del presidente Mattarella in merito alla “serieta’” degli Italiani confrontata con l’avventurismo anglosassone in tema di adesione alle imposizioni anticovid, si configura, come rileva con simmetrica precisione Marco Gervasoni ne Il Giornale, in una presa di posizione che esula completamente dalla realisticità del fatto citato, assumendo quasi il tono desueto, se non grottesco, di una campagna denigratoria interamente politica. Sul genere di quelle che, negli anni del Regime, l’Italia muoveva contro la “perfida Albione”.

Veniamo al dunque. Due i punti.
È innegabile che gli Inglesi siano tradizionalmente un popolo assai più sensibile alle violazioni di libertà di quanto non lo siano tedeschi e Italiani.
Sono il paese della
Magna Charta, i primi ad aver inventato un parlamento modernamente inteso, come anche il Liberalismo e la separazione tra la sfera religiosa e quella politica. Sono, in sintesi, i creatori di una libertà che non è passata, come in Francia, attraverso una rivoluzione portatrice di luttuoso dispotismo.
Nel Novecento poi rappresentano la nazione che ha sconfitto per due volte i progetti imperialistici germanici finalizzati alla creazione di uno spazio unico europeo, prima quelli di Guglielmo II nel 1914 poi quelli di Hitler nel 1939. Non dimentichiamo infatti che, senza la resistenza di Churchill, oggi l’Europa sarebbe senz’altro unita, ma sotto la croce nazista!
Punto secondo.
In tema di libertà individuale, la storia italiana non può minimamente fare aggio su quella anglosassone: inventori noi del Fascismo, prima, e divenuti poi – lo dice Lucio Colletti – “il paese dell’Europa orientale più a Occidente” per aver permesso la sopravvivenza di un certo socialismo reale che ora, in forme traslate, torna ad alzare la testa.
In questa panoramica di visione “plastica” della propria storia, appare dunque puntuale l’ennesimo allineamento del Presidente Mattarella al coro dell’Europa contro Boris, l’uomo (di destra) che attraverso la Brexit è riuscito a dare scacco politico all’eurocrazia, infrangendo quella magica suggestione che, agli occhi di molti, la rende ancora inviolabile e indiscutibilmente “seria”.

                     Marco Nicoletti

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