La nostra storia: “Giustizia non fatta”, nuovo saggio del generale Cornacchia

La nostra storia: “Giustizia non fatta”, nuovo saggio del generale Cornacchia

L’ex generale dei Carabinieri Antonio Federico Cornacchia, continua a stupirci e intrigarci con le sue memorie.
In quiescenza, l’alto ufficiale dell’Arma, scrive libri, dove narra storie di terrorismo, stragi, sequestri, omicidi, gambizzazioni.

In questo volume, “Giustizia non fatta”, ancora una volta con il nome in codice Airone I, racconta alcune cruciali vicende di quegli “anni di piombo” che hanno segnato la storia d’Italia, e che egli ha vissuto in prima persona stando al vertice degli organismi investigativi dell’Arma.
Il saggio rivela alcuni retroscena dei casi Pecorelli Pasolini e soprattutto del sequestro e l’uccisione di Aldo Moro, di cui fu proprio lui a scoprire per primo il cadavere nascosto nel portabagagli della Renault 5 parcheggiata in via Caetani.
Pagine della nostra storia, da cui emerge una lucida disamina di episodi cruciali, ripercorsi attraverso la lente della significativa personale testimonianza diretta.
Antonio Federico Cornacchia, che ora risiede a Foligno, è nato a Monteleone di Puglia. Dopo gli studi ed i corsi seguiti per diventare ufficiale, ha ricoperto il ruolo di Comandante dell’Arma in alcune città dell’Umbria, prima di arrivare a Roma.
Uomo di fiducia del Ministro degli Interni Francesco Cossiga, nella Capitale lo si vede subito impegnato come Colonnello, in prima linea nei sequestri di persona, le bombe nelle piazze, le violenze sui minori, le intimidazioni, le connivenze politiche e gli atti di terrorismo.
Dopo che il Nucleo Investigativo si trasformò in Reparto Operativo, il Colonnello Cornacchia ebbe il suo da fare con casi di cronaca di rilevanza nazionale, come il delitto del Circeo, la banda della Magliana; quindi fu lui a scovare in una mansarda il funambolico Vallanzasca.

Intrepido servitore dello Stato, Cornacchia ha subito vari attentati (fra cui l’invio di tre bombe a mano mentre era nel suo Ufficio), da cui è sempre miracolosamente uscito illeso.
Le minacce da parte delle Brigate Rosse, che seguono l’omicidio del suo amico-collega Antonio Varisco, lo hanno costretto ad un esilio forzato di oltre un anno.
Nel 1981 è tornato a Roma per assumere un prestigioso incarico al Sismi, (Servizio Segreto militare), presso la Divisione Controspionaggio.
Antonio Cornacchia è attualmente Ispettore Regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri dell’Umbria.


Il libro “Giustizia non fatta” (per i tipi di Curcio Editore), sarà presentato dall’autore mercoledì 23 settembre, alle 17,30, alla Sala dei Notari di Perugia, alla presenza di numerose autorità militari e istituzionali. A fare da moderatore il giornalista Francesco Castellini.

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