Gentile, la scuola e l’enciclopedismo Novecentesco

Gentile, la scuola e l’enciclopedismo Novecentesco

Le recentissime polemiche sul valore della scuola hanno portato fuori dall’ombra, per indifferibile confronto, la gigantesca figura di Giovanni Gentile, autore della prima riforma scolastica organica varata in Italia da lui elaborata assieme a Giuseppe Lombardo Radice nel 1923, quando era ministro della Pubblica istruzione  del governo Mussolini.
Questa privilegiava la formazione classica e umanistica, alla quale venne dato ampio spazio come unico mezzo di istruzione per formare le future classi dirigenti, tanto che al Liceo classico venne attribuita un rilievo esclusivo, una preminenza che oggi viene messa in discussione di fronte alle pressanti istanze della formazione tecnologica.
Tale riforma rimase sostanzialmente in vigore inalterata anche dopo 
l’avvento della Repubblica, fino a quando con la legge 31 dicembre 1962 n. 1859, venne abolita la scuola di avviamento professionale e sostituita la cosiddetta scuola media unificata.
Ma queste sono cose ben conosciute. Meno conosciuta è invece un’altra fondamentale ispirazione del filosofo siciliano, quella che portò alla nascita dell’Enciclopedia Italiana, simbolo, di un rinato credo nel valore dell’Enciclopedismo.

È noto che le prime forme di organizzazione del sapere risalgono a circa 2000 anni fa, ed è in epoca tardo rinascimentale che prendono piede opere organiche strutturate su una classificazione sistematica delle arti e delle scienze. Ma il concetto di una raccolta enciclopedica del sapere universale, che vedrà poi la piena affermazione soltanto nel ’700, in piena epoca illuminista.

Due secoli più tardi, precisamente nel 1924, che Giovanni Gentile e l’industriale Giovanni Treccani, concordando sul fatto che mancasse in Italia una grande enciclopedia nazionale, si misero all’opera e il 18 febbraio 1925 dettero vita al maggior progetto italiano del genere, l’Istituto dell’Enciclopedia italiana – di cui Gentile fu Presidente – che porterà alla pubblicazione dell’Enciclopedia Italiana delle scienze, delle lettere e delle arti e del Dizionario Biografico degli Italiani.
Trentacinque volumi a cadenza trimestrale che usciranno tra il 1929 e il 1937.
Numerosi ed eccellenti i nomi che, da allora ai giorni nostri, hanno presieduto o che hanno portato il loro contributo all’Istituto: Guglielmo Marconi, Luigi Einaudi, Gaetano De Sanctis, Rita Levi Montalcini, da Umberto Bosco a Tullio Gregory, da Luciano Canfora a Massimo Bray; da Enrico Alleva a Giuliano Amato, da Alberto Maria Ghisalberti ad Aldo Ferrabino, Valeria Della Valle, fino al giurista Franco Gallo, presidente della Treccani dal 2013.

Oggi caduta in disuso per il preponderare del sapere telematico che l’ha assorbita e trasformata, al meglio, elegante ornamento per il salotto o lo studio di ogni casa che si rispetti, la voluminosa Treccani in formato cartaceo, con suo indiscutibile valore di rappresentazione organica del sapere, testimonierà alle generazioni future come alla base di ogni progresso, sviluppo, intrapresa, ci possa essere soltanto la cultura.

              Marco Nicoletti

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